Droga, 92mila consumatori: uno su 7 fuma marijuana, la coca cresce fra i trentenni.

I dati choc dell’Asl sul consumo di droga in Italia: il consumo di droga è tornato a salire. La marijuana spopola tra gli adolescenti, che spesso la condiscono con dosi da cavallo di alcolici. La cocaina in ascesa tra i trentenni.

di Nicola Palma. Da Il Giorno.it del 14 febbraio 2014.

Milano, 26 febbraio 2014 – Chi aveva abbassato la guardia dovrà rialzarla in fretta: il consumo di droga è tornato a salire. La marijuana spopola tra gli adolescenti, che spesso la condiscono con dosi da cavallo di alcolici. La cocaina, che pare aver perso la diabolica aura di «sballo di tendenza», è comunque in ascesa tra i trentenni. Come se non bastasse, dagli States torna minaccioso lo spettro dell’eroina. Ecco la fotografia scattata a novembre dall’Osservatorio del Dipartimento Dipendenze dell’Asl, che ha interrogato un campione di 3mila cittadini di età compresa tra 15 e 64 anni residenti a Milano e in 6 Comuni dell’hinterland; i questionari preparati dai sondaggisti di Emg sono stati distribuiti tra uffici Anagrafe, centri commerciali e impianti per eventi musicali, dal Forum di Assago all’Alcatraz.

Risultati e relative proiezioni lasciano poco spazio all’interpretazione: la diffusione degli stupefacenti in città è sempre più capillare (il 15,2% della popolazione, pari a 91.709 persone), dopo il calo registrato nella prima decade del nuovo millennio (dal 19,3% del 2004 al 14,9% del 2010), e soprattutto supera di gran lunga le percentuali registrate su base nazionale. Un esempio su tutti: se nel resto d’Italia un ragazzo su 8 fa uso di cannabis, a Milano la statistica si impenna fino a raggiungere quota 35,1%. Vale a dire, più di un ventenne su 3. Vi pare poco? E allora giriamola così: in una classe delle superiori composta da 30 alunni, c’è un’altissima probabilità che 10 di loro si siano fatti almeno una canna nel 2013. In realtà, c’è pure un’altra chiave di lettura per interpretare i dati sulla marijuana. Stavolta, nel mirino finiscono gli over 30: l’incremento è infatti più marcato nella fascia 24-35, quasi a suggerire, argomentano gli esperti dell’azienda sanitaria, «una sorta di normalizzazione dell’uso di cannabis». Ovvero, «chi ha iniziato da giovane prosegue da adulto», alimentando così il fenomeno della legalizzazione sociale.

Tendenza pericolosa, specie se erba e hashish vengono associati in un sabato sera a qualcosa che fuorilegge non è, cioè l’alcol: il 16% degli intervistati tra 15 e 24 anni dichiara di aver mescolato cannabis, sigarette in gran numero e cocktail in modalità binge (solo per ubriacarsi) nell’ultimo mese. «Sono le sostanze più diffuse — avverte l’Asl — e il loro uso combinato aggrava la situazione, moltiplicando i possibili costi individuali, sociali e sanitari: per questi ragazzi, si prepara un futuro di probabile malattia e una riduzione dell’aspettativa di vita».

Passiamo alla cocaina, la dipendenza più seguita nei Sert: 2.896 pazienti su 8.365 lottano per liberarsi dalla schiavitù della «bianca». Per fortuna, c’è una buona notizia: la crescita esponenziale di qualche tempo fa è un brutto ricordo, l’utilizzo si è stabilizzato. Poi c’è la brutta: il 5,9% dei trentenni milanesi l’ha sniffata nel 2013 contro l’1% dei coetanei italiani. Il totale dei consumatori stimati arriva a 11.988, il 2% della popolazione. Decisamente più basse le cifre sull’eroina (0,5%), anche se spaventano non poco le notizie in arrivo dagli Usa: lì molti si sono buttati sul derivato della morfina per far fronte alla difficoltà di reperire farmaci oppiacei senza prescrizione medica. Speriamo che l’ondata non superi mai l’Atlantico.

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